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Scanzano Jonico, novembre 2003: Storie nucleari parte 1
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 Il brigante lucano: la storia della protesta lucana (14/nov/2003 - 27/nov/2003)

Circolo Lucano dell'Uruguay
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Lista associazioni lucane nel mondo del sito il Melandro
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leggete "la Voce Lucana"
Notiziario delle associazioni lucane nel mondo pubblicato nel 2005
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Zurigo/Potenza 20 settembre 2006

L’osservatorio Internazionale per la tutela dei diritti dei Lucani nel mondo deplora nella maniera più assoluta il tentativo delle multinazionali della telefonia mobile di imporre con ogni mezzo la propria volontà per installare le proprie antenne nei centri abitati, laddove la popolazione lucana si oppone con ogni mezzo anche legale a tale proposito.

Il caso più importante degli ultimi giorni è quello degli abitanti di via Firenze a Marconia (frazione di Pisticci in provincia di Matera), che si sono opposti con ogni mezzo all’installazione di un’antenna sopra uno stabile, perchè a pochi metri da un asilo infantile e perchè non vogliono subire passivamente le onde elettromagnetiche, che causano mal di testa e insonnia ed alle persone più deboli possono provocare anche tumori.

La frazione non è densamente abitata e vi sono terreni liberi dove installare queste antenne, lontano dal centro abitato.

Gli abitanti di Marconia hanno agito per vie legali, ma la società di telefonia mobile, in questo caso la vodafone, è riuscita a trovare, chissa dove, un cavillo giuridico che le dava ragione sull’installazione di tale antenna.

Mentre gli abitanti di via Firenze stavano trattando col consiglio comunale per farsi dare una carta scritta come sospensiva dei lavori, i tecnici avevano già cominciato l’installazione, all’ultimo minuto è arrivato il documento della sospensiva dei lavori, firmata dal sindaco. I lavori sono stati sospesi, ma fino a quando!!??

È grottesco, che le multinazionali, grazie al capitale che hanno a disposizione si arroghino il diritto di fare con qualsivoglia territorio ciò che vogliono, elargendo somme di denaro che fanno stare zitte le autorità locali.

La multinazionale in questione tentando di far valere le proprie ragioni, non ha tenuto conto del diritto dei lucani, diritto democratico di opporsi ad imposizioni dall’alto. A quanto pare oggi il problema è diventato politico, perchè l’opposizione della gente è massiccia. Nei prossimi giorni il consiglio comunale di Pisticci deciderà in merito, ci auguriamo non solo che l’antenna incriminata venga installata fuori dal centro abitato, ma che vengano spostate tutte le altre.

A quanto pare il problema riguarda l’intera Basilicata, per citare solo alcuni comuni che hanno lo stesso problema come Lagonegro, Venosa, Pisticci, Palazzo, il caso più eclatante a Potenza con ben 70 antenne installate, etc. etc.
Ma infine “tutti” i comuni della Basilicata sono sotto assalto da parte delle compagnie di telefonia. I famigerati piani di localizzazione e l’assenza del rispetto delle regole ovviamente favoriscono questo FAR WEST. Su questo bisogna muoversi oltre che sostenere i comitati che giustamente fanno valere i propri diritti alla salute.

A Marconia vi è una cittadinaza attiva e consapevole che sa farsi rispettare scendendo in piazza per tutelare il sacrosanto diritto alla salute.
Il problema elettrosmog presenta varie sfaccettature, una normativa nazionale esageratamente a favore dei gestori, un reale pericolo per la popolazione esposta per lunghi periodi all’influsso elettromagnetico, la scarsa sensibilità delle amministrazioni locali a mettere in campo le poche azioni amministrative tese a contrastare la presenza delle SRB negli abitati (redazione dei Piani di Localizzazione).
OLA, come NIMER, Accademia KRONOS e poche altre associazioni sono state molto pressanti per tenere vivo il problema sui media e si è rivolta alle massime autorità regionali ed al Comune di Potenza per richiedere una regolamentazione e riordino normative sulla scia di quanto di recente ha fatto la Regione Puglia. Non è bastato e sicuramente OLA non starà con le mani in mano, se avete notato gli aggiornamenti sul sito dell’organizzazione ci sono nuovi aggiornamenti e ci sono “lavori in corso” che sicuramente sfoceranno in nuove pressanti iniziative.

Sarà necessario insistere nei confronti della classe politica sia locale (costringere i Comuni a dotarsi dei Piani di Localizzazione) che di quella nazionale che deve subito rivedere la legislazione prevedendo quei cambiamenti che vadano incontro alle aspettative delle popolazioni. La misura è ormai colma.

Tanto per cominciare si dia forza alla petizione lanciata da OLA raggiunggibile al link

http://www.olambientalista.it/petizionelettrosmog.htm

on line è presente anche la petizione lanciata dal Comitato No Antenne di Marconia

http://www.noantenne.com/no-antenne.php

Ci chiediamo se non sia il caso di unificare le forze e di non disperdere le energie, e facciamo appello affinché le poche associazioni veramentevicine alla questione (scandalosamente latitanti le due principaliAssociazioni ambientaliste Legambiente e WWF).

Il caso Marconia non è isolato, in tanti comuni monta la protestapopolare, il più delle volte trascurata dalla stampa, ma quello chesuccede nel capoluogo di Regione è davvero scandaloso. Una città concirca 70 (settanta!!!) Stazioni Radio Base molte delle quali disseminate nel centro abitato, la protesta della gente ogni qualvolta si innalzava untraliccio veniva placata dalla promessa di un imminente regolazionedella materia, ma in pratica poi non si fa nulla. Lo scandalo nello scandalo sta nel fatto che l'assessorato all'ambiente del Comune di Potenza è retto dal più importante esponente del partito che per vocazione, i Verdi, sono votati alla difesa dell'ambiente. Ed invece proprio le inefficienze (chiamiamole così...) dell'Assessorato stanno creando danni indicibili alla gente: solo negli ultimi due anni di consiliatura sono state una decina di SRB attivate....... A scandalo si aggiunge scandalo con tutta la classe politica locale che assiste senza intervenire a questo scempio......
La battaglia sarà lunga e difficile ma merita di essere combattuta.

Osservatorio Internazionale
per la tutela dei diritti
dei Lucani nel mondo

sede nazionale di Potenza
sede internazionale di Zurigo
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Zurigo, 19 giugno 2006

Importante lezione storico-morale da Potenza:
L'EREDITÀ STORICA CHE NON SI SMENTISCE

L'ordine d'arresto per il principe savoia non poteva che arrivare da Potenza, capoluogo della regione Basilicata che dal 1861 al 1875 ebbe la roccaforte dei briganti, che si opposero in quel periodo alle nefandezze commesse dai savoia, che occuparono i territori dell'antico Regno delle Due Sicilie.

L'invasione dei savoia di quegli anni costrinse i contadini a ribbellarsi e a diventare i partigiani della resistenza DuoSiciliana assieme ai soldati del disciolto esercito borbonico, tra le loro fila si intrufolarono delinquenti, che distrussero l'immagine di quell'esercito di partigiani, e per questo furono "marchiati" come briganti.

Il conto storico arriva con 145 anni di ritardo, sottolineando il fatto che un savoia è un savoia, in poche parole "il lupo perde il pelo, ma non il vizio", questa dovrebbe essere inoltre una forte delusione per quelle Alte Istituzioni dello Stato, che dopo anni di insistenti richieste da parte del principe savoia di tornare sul suolo natio, rattificando un articolo cardine della Costituzione, che vietava ai discendenti savoia di tornare in Patria, concesse all'erede dell'ultimo re d'Italia di farvi ritorno dopo un lungo esilio trascorso a Ginevra in Svizzera e dopo esservi tornato di riconoscere i Valori e le Istituzioni della Repubblica Italiana.

Che l'ordine d'arresto per il principe savoiardo arrivi dalla magistratura di Potenza ha un valore non indifferente e dovrebbe essere per ogni cittadino italiano un segnale significante, perchè fa aumentare il valore di quella frase affissa in ogni tribunale "la legge è uguale per tutti".

Con questo arresto l'Italia si è sentita tradita un'ennesima volta da casa savoia e dovrebbe farci convincere sul fatto, che l'Italia non è stata fatta dai savoia, ma bensì per volere del Popolo Italiano col referendum del 1948.

Vogliamo ricordare, che il rapporto del principe con il padre, ultimo re d'Italia è stato per molti anni un rapporto contrastato, proprio per la diversità di vedute tra padre e figlio fino alla riconciliazione del 1971.

Il comportamento del principe nel corso degli anni successivi non è stato degno di una persona nelle cui vene scorre sangue blu. Una sera del biennio 1978-1979 a causa di un litigio al largo della costa della Corsica fece esplodere un colpo dalla sua pistola, cha andò accidentalmente a colpire mortalmente un giovane tedesco che dormiva nel suo yacht, la pena espressa da un tribunale francese fu minima e non esemplare.

Ricordiamo poi ciò che nel corso dell'ultimo ventennio dell' 1800 casa savoia ha inflitto ad un comune della Basilicata, che a seguito di un attentato del 1878 a Napoli all'allora re di casa savoia da parte di Giovanni Passanante, cittadino di Salvia di Lucania, a codesto comune fu cambiato il nome in Savoia di Lucania (questo nome persiste tuttoggi) e alla famiglia Passanante furono inflitte pene durissime, il Passanannte colpì il monarca con un temperino ferendolo superficialmente ad una gamba, e per questo fu lasciato marcire in 2mq di carcere e dopo la sua morte il suo cranio fu esposto per molti anni al museo criminale di Roma, per aver commesso un atto sì abberrante.

Lo stesso autonominato generale dei briganti Carmine Crocco Donatelli fu arrestato nel 1875 per le sue battaglie e incursioni contro l'esercito savoia e dopo un processo, fatto marcire nel carcere di Potenza dove scontò la pena fino alla sua morte nel 1905.

È triste che dopo così tanti anni nel terzo secolo che tocca il periodo storico dalla comparsa sulla scena storica italiana dei savoia si abbia a che fare ancora con costoro, che nel ventennio poco e niente fecerero per evitare il periodo oscuro inflitto al popolo italiano dal regime fascista.

I fondatori della Repubblica Italiana fra costituzionalisti e politici del biennio 1947-1948, erano ben consapevoli dell'importanza storica che aveva l'articolo della costituzione che vietava ai discendenti savoia di tornare sul suolo della Patria Italiana, onde bandire ulteriori danni da evitare al popolo italiano.

Purtroppo il tornaconto storico arriva in questi giorni, senza opportunità di smentita. I savoia sono quello che sono stati, e non cambieranno nemmeno con l'avvento del nuovo millennio.

Forse dall'oltretomba i briganti e tutti coloro che hanno combattuto per la libertà e l'indipendenza dell'Italia osserveranno sgomenti l'ennesima vicenda firmata savoia!!

Osservatorio Internazionale per la Tutela
dei Diritti dei Lucani nel mondo
sede centrale
Circoscrizione consolare di Zurigo (CH)
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Salerno, 8 aprile 2006

Continua il proficuo lavoro dei nostri rappresentanti nelle regioni meridionali. Dopo alcuni contatti preparatori avuti nei mesi scorsi dal Presidente ALFONSO LUIGI VENOSI, inizia a consolidarsi il lavoro sul territorio lucano. Il nostro responsabile, MAURO GRANDINETTI, partendo dal territorio natio, Viggiano, ha avviato una serie di incontri con le realtà produttive della Val d’Agri, dapprima con gli imprenditori agricoli, che lamentano una scarsa attenzione dei politici locali verso la categoria. Non si riesce ad avere una filiera produttiva con il valido supporto dell’agricoltura e della zootecnia. L’inclemenza del tempo non permette raccolti importanti, la crisi del consumo di carne ha affossato i tentativi di migliorare gli allevamenti di bovini, la raccolta latte lamenta ritardi cronici nei pagamenti. Grave poi la rincorsa all’industrializzazione, che ha impoverito la valle di terreni floridi, per far posto alle illusioni delle fabbriche. I dati occupazionali parlano chiaro; i giovani, da sempre, sono stati fatto oggetto di vane attese, senza che potessero approdare ad un posto “tranquillo e duraturo”. Viggiano, poi, è l’emblema del dramma lucano. Politici senza scrupoli hanno svenduto il territorio solo per comparsate giornalistiche. Idealizzavano potesse diventare la Dallas italiana, invece si aspettano ancora le concrete rimesse dai gruppi petroliferi. Solo poche decine di giovani sono riusciti a qualificarsi nell’attività lavorativa dell’estrazione petrolifera, tanti altri aspettano ancora di poter entrare nel ciclo produttivo anche con mansioni inferiori. Non esiste un serio progetto legato al turismo, ancor meno a quello ambientale o, semmai, a quello importantissimo dei percorsi Mariani. Bisogna ringraziare quei pochi che hanno deciso di non emigrare, inventandosi delle nuove attività legate alla storia del territorio. E’ apprezzabile il lavoro svolto dagli insegnanti nelle scuole primarie e secondarie per tenere in vita le proprie tradizioni, ma spesso non ricevono neanche un semplice apprezzamento da chi abita nei palazzi della Regione. Nei giorni scorsi Mauro Grandinetti ha incontrato diversi imprenditori impegnati nel settore delle opere pubbliche ed ha dovuto, purtroppo, registrare la profonda crisi del settore. Poco più di dieci anni fa erano ancora tante le imprese che operavano a più livelli nei vari Comuni. Oggi si è persa quella degna qualifica costruita negli anni a discapito di una sleale concorrenza tra piccole imprese, che tentano di sopravvivere. I pochi lavori importanti appaltati sono gestiti da società non lucane. La colpa è da ricercarsi tra le incapacità gestionali degli amministratori regionali e l’inefficienza e l’inutilità degli Enti locali, quali Comunità Montane e Consorzi di Bonifica, utili solo a conferire patacche a consiglieri “signor sì”. La Val d’Agri, un tempo un’isola tranquilla, è ormai terreno fertile per affaristi spregiudicati; la gente, già restia alle denunce, ora si rintana dietro un muro di omertà come non mai, abbandonando anche quella poca fiducia che avevano negli organi di controllo territoriale. L’Unione Federalista Meridionale ha iniziato un percorso verso l’autodeterminazione del popolo di tutto il Sud Italia, invitando le associazioni a confederarsi al nuovo progetto, pur restando con la propria autonomia territoriale. La prossima settimana il nostro coordinatore regionale e Felice Mele (candidato al Senato in Campania) incontreranno i lucani della Valle del Sinni, anche in funzione delle prossime amministrative, dove si prospetta la presentazione di qualche lista locale. Gli incontri prefissati si avranno a Senise, Francavilla sul Sinni e Chiaromonte, dove è positivamente ricordata la figura, quale stimato Sindaco, del nonno del nostro responsabile Grandinetti.

Unione Federalista Meridionale

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Policoro-Zurigo, 06 aprile 2006

Riceviamo e divulghiamo il messaggio solidale su segnalazione dei Verdi per la pace di Policoro

Cari Lucani, cari amici, cari colleghi

Aiutiamo

"L'ASSOCIAZIONE GIAN FRANCO LUPO - UN SORRISO ALLA VITA - ONLUS"
per la raccolta fondi.

Scopo dell’iniziativa e dell'ASSOCIAZIONE è quella di istituire un reparto emato-oncologico pediatrico in Basilicata, dotato di tutti gli strumenti ed i mezzi necessari per curare le malattie maligne ed in particolare le leucemie e i linfomi dell'infanzia al fine di evitare l'emigrazione sanitaria ed i disagi fisici, economici e morali derivanti dai ricoveri fuori regione, i fondi avranno inoltre come fine il supporto agli specialisti lucani per poterli far lavorere nelle strutture regionali, l’associazione è riconosciuta dalla regione.

L'associazione è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale ai sensi del D.lgs. 4 dicembre 1997 n. 460 ed opera sul territorio nazionale.

grazie per la collaborazione e per la massima divulgazione di questo appello per la tutela del diritto dei piccoli Lucani alle cure ospedaliere in Regione.

I recapiti per le Vostre donazioni sono i seguenti:
“ASSOCIAZIONE GIAN FRANCO LUPO – UN SORRISO ALLA VITA – ONLUS”
Banca Popolare del Materano
Filiale di Pomarico
I-75016 Pomarico (MT)
Codice-ABI 05398
CAB 80410
Conto corrente 9326068

Grazie a tutti per la collaborazione
da parte dei Verdi di Policoro
da parte dell'Osservatorio Internazionale per
la Tutela dei Diritti dei Lucani nel mondo
sede centrale di Zurigo (CH)
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Zurigo, 22 marzo 2006

Cari Lucani

L’Osservatorio Internazionale per la Tutela dei Diritti dei Lucani nel mondo, su invito delle associazioni presenti sul territorio regionale della Basilicata, su particolare sollecitazione dell’Arca X la legalità e di Accademia Kronos Basilicata, vi invitiamo a partecipare all’azione di sensibilizzazione politica e di far firmare ai candidati dei COMITES presso la Vostra circoscrizione consolare il documento allegato, per prendersi una concreta responsabilità politica che non si vanifichi nelle belle parole, nell’interesse della Basilicata, ma soprattutto nell’interesse di quei Lucani che finalmente desiderano tornare nella propria regione d’origine.

Cordiali saluti
Osservatorio Internazionale per la Tutela
Dei Diritti dei Lucani nel mondo
22 marzo 2006, Zurigo (Svizzera)

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version española

Queridos Lucanianos de l’America Latina

el Observatorio Internacional para la Protección de los derechos de los Lucanianos en el mundo, encendido invito de las asociaciones de la Basilicata en el territorio regional, en el detalle encendido de l’ invito de la Arca Lucana X la legalidad y de Academia Kronos Basilicata invito para participar a usted a la acción del sensibilizacion política cerca de los candidatos de los COMITES en su distrito consular y para hacer para firmar el documento unido, para tomar el contrato político de una acción concreta que no tenga que ser hecha inútil en las palabras hermosas, en el interés de la Basilicata, pero sobretodo en el interés de todo ese Lucanianos que finalmente queron regressar a su región de origen.

Saludos sinceros
Observatorio Internacional para la Protección
de los Derechos de los Lucanianos en el mundo
22/03/2006, Zurique (Suiza)

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Versão em português

Queridos Lucanianos do Brasil

O Observatório Internacional para a proteção dos direitos dos Lucanianos no mundo, convida-vos com as associações do território regional, em particulare da Arca Lucana X a legalidade da Academia Kronos Basilicata. Eu convido-vos a participar à acção de sensibilidade política dos vossos candidatos do COMITES do distrito consular para fazer em com que assinem o documento unido, a fim de fazer uma acção concreta, no interesse da Basilicata, mas sobretudo no interesse de todos os Lucanianos que gostariam de poder finalmente regressar na terra de origem.

Sinceros cumprimentos
Obervatório Internacional
para a Proteção dos Direitos dos
Lucanianos no mundo
22/03/2003, Zurique (Suiça)

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Elezioni Politiche Basilicata 2006

SCANZIAMO LE SCORIE - ARCA LUCANA X LA LEGALITA'
NO SCORIE TRISAIA - ACCADEMIA KRONOS - CITTA' PLURALE
SUIGENERIS - NUOVA IDENTITA' MERIDIONALE
COMITATO LUCANO PER IL CONTROLLO DELLE SCELTE ENERGETICHE
OSSERVATORIO INTERNAZIONALE PER LA TUTELA DEI DIRITTIDEI LUCANI NEL MONDO (ZURIGO/SVIZZERA)


Con la presente, le associazioni sopraindicate chiedono ai candidati nella Regione Basilicata
al Parlamento Italiano - sia alla Camera dei deputati che al Senato della Repubblica - di sottoscrivere liberamente come condivisione e rispetto della volontà dei centomila"NO NUCLEARE IN BASILICATA" nella marcia del 23 Novembre 2003, il seguente:

CONTRATTO CON I LUCANI

IL SOTTOSCRITTO

.…………………………………………………………………………………………………………………..

NATO IL ……………………….. A ………………………………………………………….. PROVINCIA …………………….

RESIDENTE A ………………………………….. VIA/PIAZZA ………………………. PROVINCIA ……………………

DOCUMENTO D'IDENTITA'
………………………………………………………………………………………………………..CANDIDATO CON LA LISTA ………………………………………………….. AL/ALLA ………………………………….

DICHIARA E SOTTOSCRIVE

Che se sarà eletto nel Parlamento della Repubblica Italiana, nel rispetto della volontà del POPOLO LUCANO e della DENUCLEARIZZAZIONE deliberata dal Consiglio Regionale di Basilicata e dai Consigli Provinciali di Potenza e Matera - affronterà - quale priorità il grave problema nucleare in Regione. Si impegna sin da ora e per tutto il mandato parlamentare a:

1) Sostenere l'immediata restituzione agli Stati Uniti d'America delle 64 barre di uranio esauste provenienti da Elk River, presenti nel centro Trisaia di Rotondella, e di tutti i materiali connessi al riprocessamento di detti elementi;

2) Fare di Trisaia, in sinergia con l'Università di Basilicata, un centro di ricerca, studi e realizzazione di materiali e impianti di energie rinnovabili, quale solare-idrogeno, eolico, etc eco-compatibili con il naturale sviluppo socioeconomico, agricolo, turistico, archeologico e naturalistico del territorio della Magna Grecia Pitagorica Metapontina e del territorio lucano;

3) Conoscere la verità sull'affondamento di navi con carichi radioattivi, nel mare Jonio e Tirreno; sui fusti radioattivi, occultati lungo il torrente Vella, affluente del fiume Basento, in territorio di Ferrandina (MT), come dichiarato da un pentito di mafia calabrese e pubblicato dall'Espresso nel Giugno 2005; sul grave stato di inquinamento e distruzione del Basento e della Valbasento;

4) Impedire sia in località Terzo Cavone di Scanzano Jonico (MT) - comune già dichiarato denuclearizzato dal 1987 - che su tutto il territorio lucano, la realizzazione del Deposito Unico Nazionale delle scorie nucleari, coscienti che in Italia non esiste un luogo che possa definirsi idoneo sotto diversi aspetti. La necessità del Deposito Unico è finalizzato solo al rilancio del nucleare;

5) Attivare il TAVOLO DELLA TRASPARENZA della Regione Basilicata, affinché faccia piena luce su tutta la vicenda Scanzano, per chiedere al Generale Carlo Jean e alla Sogin in maniera documentale tutti i passaggi del pre-Scanzano che partorirono il decreto n.314 del 13 novembre 2003. Tanto, in risposta alle dichiarazioni del Ministro Giovanardi, confidando che la Magistratura accerti con celerità la VERITA', diritto di tutti i cittadini;

6) Realizzare subito a Terzo Cavone di Scanzano, la Città dei BAMBINI e il centro di documentazione sulle lotte al nucleare e per la promozione dell'eco-sviluppo;

7) Fare della Basilicata una Regione pilota di sviluppo eco-compatibile. Coscienti che, da qui,
può partire la nuova rivoluzione industriale sostenibile. Una nuova economia all'idrogeno a livello planetario, per una nuova democrazia e stabilità a livello mondiale, per salvare il pianeta dall'autodistruzione.

TANTO DOVEROSAMENTE, PER IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI DEI LORO FIGLI E DELLA LORO TERRA!


…………………………… lì ………/………/2006
Visto letto e sottoscritto

…………………………………………

Firmato alla presenza di

…………………………………...

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Cordoba (ARG), 27 febbraio 2006

Sappiamo che e una storia difficile di aver soluzione, e stiamo con voifratelli d'italia, speriamo che allora che arrivano gli elezioni, nonsbagliate al voto, e per darlo deve aver un accordo di non tentare nemmenoprovare di mandare dei rifiuti in Lucania.

Se non si ricordano di noi per bene, non vedo la grazia di ricordarsi permale. i Lucani di ogni paese devono sapersi fratelli di SCANZANO.

Se si deve fare qualcosa, si deve aver consenso e accordo di tutti prima didecidere a chi si frega.

Saluti distinti

Associazione civile Basilicata di Cordoba (ARGENTINA)

---------------------------------------------------------------------------------------Zurigo, 27 febbraio 2006

Guardiamo con occhio critico ciò che sta succedendo contro la nostra terra d'origine!

Ci auguriamo che la stampa nazionale non venga più sfruttata come mezzo di fomentazione sociale contro la Basilicata!

Ancora una volta il popolo Lucano saprà difendere la propria terra con dignità e onestà contro il sopruso del deposito unico nazionale delle scorie nucleari, se verrà presa la decisione di depositarle nel sottosuolo lucano.

Ci impegneremo presso i partners commerciali dell'ortofrutta europei affinchè l'agricoltura lucana ed in particolar modo del Metapontino non subisca un danno economico e di immagine a causa di un eventuale decisione per il deposito unico delle scorie nucleari.

Pretendiamo il massimo impegno dalle forze politiche affinchè risparmino alla Basilicata il deposito unico delle scorie radioattive nazionali.

Osservatorio Internazionale per la Tutela dei Diritti dei Lucani nel mondo

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