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  PROTEZIONE E TUTELA DEL TERRITORIO


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Scanzano Jonico, novembre 2003: Storie nucleari parte 1
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Scanzano Jonico, novembre 2003: Storie nucleari parte 2
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 Il brigante lucano: la storia della protesta lucana (14/nov/2003 - 27/nov/2003)



GLI EVENTI DELLA PROTESTA ANTINUCLEARE:

16 novembre 2003. Prima manifestazione, 10‘000 persone da Policoro e Scanzano arrivano a Terzo Cavone, la statale Jonica viene bloccata per 25 chilometri.

17 novembre 2003. I manifestanti bloccano la stazione di Metaponto e presidiano il centro Enea di Rotondella (Matera) nel quale vi é l'impianto Itrec che custodisce 64 barre di uranio, provenienti da una centrale nucleare americana.

18 novembre 2003. Fallisce il vertice a palazzo Chigi. Il presidente della regione Bubbico commenta cosi dopo la fine dell’incontro „si intravedono interessi poco limpidi“. La protesta si estende in Puglia, Calabria e Campania. Occupata a Lauria la Salerno-Reggio Calabria. La situazione ai blocchi si fa sempre piú pesante. Il mondo del lavoro scende in piazza: in 10'000 sfilano da Terzo Cavone a Scanzano.

19 novembre 2003. Il consiglio regionale della Basilicata ricorre alla corte Costituzionale contro il decreto, stabilisce che tutta la regione é denuclearizzata e riclassifica il territorio di Scanzano a media sismicitá, peró il 14 gennaio 2004 il governo respinge la denuclearizzazione della regione, ritenendola incostituzionale!

20 novembre 2003. Il governo si rende disponibile a modificare il decreto durante la discussione parlamentare con la messa in sicurezza di depositi a maggior rischio che si trovano sul suolo italiano, per Bubbico questo é insoddisfacente, 10'000 persone sfilano da Pisticci (Matera) a Terzo Cavone.

 
  22 novembre 2003. Il sindaco di Scanzano, Altieri viene contestato all‘ interno del comume, un’intervista al Ministro Giovanardi getta nuove ombre sul sindaco.

23 novembre 2003. In 100'000 sfilano da Policoro a Scanzano per la piú grande manifestazione di tutti i tempi in Basilicata. Per Bubbico „é la risposta della Basilicata, di gente laboriosa e tranquilla, che vuole indicare al governo di ritirare il decreto“.

24 novembre 2003. Il governatore della Puglia Fitto dichiara „totale, chiara e forte contrarietá alla scelta“. La protesta viene continuata a Roma, a piazza Santi Apostoli convengono dalla Basilicata e i Lucani della capitale.

25 novembre 2003. La commissione ambiente comincia l’esame del decreto. Tensione tra i sindaci e gli eletti del centrodestra a Palazzo Chigi.

27 novembre 2003. Il governo modifica il decreto che stabiliva Scanzano Jonico come unico deposito nazionale per le scorie radiattive, i Lucani festeggiano con caroselli di macchine ed i blocchi stradali vengono subito sospesi.

2 dicembre 2003. La camera respinge la pregiudiziale di incostituzionalità dopo la discussione sul decreto legge 14 novembre 2003, n.314 sui rifiuti radioattivi (4493) con 243 voti NO contro 207 SI.Entro 12 mesi (e non 18 secondo le prime informazioni) devono essere peró trovati altri siti. Forse dopo il prossimo G8 si potrebbe individuare un sito unico in Siberia, sarebbe secondo il generale Jean (direttore del gruppo Sogin e incaricato per scansare le scorie) molto piú costoso. Dopo tutti questi avvenimenti la situazione non é ancora chiara, il popolo della Basilicata deve stare con l’occhio VIGILE.


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